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San Primo: Anche gli speleologi si mobilitano per chiedere un turismo rispettoso dell’ambiente
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San Primo: Anche gli speleologi si mobilitano per chiedere un turismo rispettoso dell’ambiente


 ⛑️ Anche la Federazione Speleologica Lombarda ha deciso di far sentire la propria voce, insieme a quella dei cittadini e delle Associazioni, riunite nel Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", che da oltre un anno chiedono un tavolo di confronto con i promotori del dissennato progetto di realizzazione di nuovi impianti di risalita e di innevamento artificiale al San Primo.


🗣️ Gli speleologi hanno evidenziato l'eccezionale ricchezza delle risorse naturali del Monte San Primo con queste parole:


💬 «... il Monte San Primo è sede di fenomeni carsici di rilevanza nazionale, con importanti grotte e cavità sotterranee ... si tratta, quindi, di un’area di grande importanza per quanto riguarda, non solo, il fenomeno carsico in sé, ma anche per il bene prezioso che contiene: l’acqua, che in aree carsiche è una risorsa ancora più importante, data la quasi totale assenza di acque superficiali, a causa della natura stessa delle rocce carbonatiche ...»Il Giorno», 11 Gennaio 2024)


🔎 Infatti, sotto al Pian del Tivano (ai piedi di uno dei versanti del San Primo) si sviluppa uno dei maggiori sistemi carsici d’Italia, caratterizzato da decine di cavità con uno sviluppo complessivo di oltre 80 km e con notevoli profondità. Una di queste cavità si apre, proprio, poco al di sotto della vetta del San Primo, sul versante di Bellagio.


⚠️ E' giustificata la preoccupazione degli speleologi, che ben conoscono il sistema carsico dell’area e che sono molto attenti alle sue peculiarità geologiche, carsiche e faunistiche. Infatti, il previsto invaso per l’innevamento artificiale comporterebbe un alto rischio di alterazione delle acque di infiltrazione, oltre a rappresentare un esempio di approccio insostenibile all'uso dell'acqua nel contesto dei cambiamenti climatici, nonchè una causa molto impattante di consumo di suolo. Inoltre, la realizzazione di nuovi impianti sciistici comporterebbe un massiccio afflusso di turisti, con conseguente aumento del traffico veicolare e delle acque reflue civili. Ricordiamo che la località San Primo non è attualmente servita dalla fognatura pubblica, come dichiarato formalmente dal Comune di Bellagio. 


🚯 Tutto ciò, insieme ad un altrettanto prevedibile incremento dell’abbandono di rifiuti (purtroppo, praticamente "fisiologico" con un aumento delle presenze), andrebbe sicuramente ad impattare sulla qualità delle acque sotterranee, delle quali si conosce ancora poco. Ma, alcuni test di tracciamento hanno evidenziato che la maggior parte delle acque del territorio del San Primo confluiscono a Nesso, presso le sorgenti a lago.


🚰  Infatti, le acque carsiche sono estremamente vulnerabili all'inquinamento e l’immissione (anche accidentale) di sostanze inquinanti (come le acque reflue, i rifiuti e gli eventuali additivi chimici, utilizzati per l'innevamento artificiale) rischierebbe di compromettere gravemente la qualità delle acque di infiltrazione, che confluiscono alle sorgenti, con gravi danni, non solo, per il delicatissimo ecosistema sotterraneo, ma anche per gli usi che ne fanno i cittadini a valle, dopo la loro captazione: acqua potabile, acqua per abbeveramento dei capi di bestiame, acqua per irrigare le coltivazioni agricole.

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📷 L'immagine in anteprima è a cura di Speleo Club Erba.