Donne che amano gli alberi
Regia e interpreti
Cristina Quadrio è burattinaia, novellatrice, animatrice teatrale, conduttrice di laboratori teatrali e artistici per bambini, ragazzi e adulti.
Dal 1988 fonda e lavora all’interno dell’associazione culturale Fata Morgana di Como, che si occupa di ideazione e produzione spettacoli, animazioni di burattini, pupazzi, ombre, percorsi di animazione per mostre e musei, promozione alla lettura, laboratori teatrali e artistici, corsi di formazione per insegnanti, genitori e bibliotecari, attività di volontariato.
Numerose, in questi anni, le collaborazioni con personaggi di cultura e artisti della scena internazionale, quali: Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Bruno Leone, Otello Sarzi.
Conduce corsi di teatro sia per donne straniere sia per bambini e ragazzi, al Teatro Sociale di Como e al Teatro San Teodoro di Cantù. Tra gli altri, collabora con continuità con l’associazione Vicini di Strada, con Villa Bernasconi - Comune di Cernobbio - e con l’Associazione Villa del Grumello.
Marta Stoppa, meglio conosciuta col nome d'arte Marta dei Pupazzi, da oltre vent’anni si occupa di educazione, teatro di figura e narrazione.
Dopo la laurea in scienze dell’educazione, si è diplomata al CTF di Cervia.
È una grande appassionata di pupazzi e burattini e crea animazioni, letture, corsi e laboratori teatrali e spettacoli per bambini e adulti, di tutte le età. Realizza attività per le scuole e percorsi nella fragilità. Collabora con continuità con l’associazione Tetragonauti, con Vicini di Strada, con Villa Bernasconi - Comune di Cernobbio - e con l’Associazione Villa del Grumello.
Navigando a lungo in barca a vela e camminando per i boschi, ha raccolto tante storie di mare, alberi, piante ed erbe, personaggi stravaganti e animali fantastici ... e ora è in viaggio per seminare storie nelle orecchie curiose di chi sa ascoltare.
Musiche
Giulia Larghi subisce il fascino della musica già da giovanissima, iniziando a suonare il violino all’età di 4 anni. Da questo incontro inizierà il percorso di studi, che la porterà a diplomarsi presso il Conservatorio G. Verdi di Como.
Negli anni si appassiona all’improvvisazione, formandosi con vari maestri. È una musicista versatile, che spazia tra numerosi generi come gipsy-jazz, rock, pop, e ha collaborato con artisti come Michael Bublé e Marco Ferradini.
Ha pubblicato un libro sulla storia dell’orchestra a plettro comasca e, nel 2005, ha composto la colonna sonora per un cortometraggio.
Dal 2020 si dedica anche alla sonorizzazione di video e immagini, diplomandosi presso la scuola di musica Nam di Milano. Ha una laurea in Lettere Moderne, con indirizzo musicale.
Clara Marzorati si è diplomata brillantemente in violino e viola presso il Conservatorio di Musica G. Verdi di Como. Ha, poi, proseguito gli studi presso la Scuola di Musica di Fiesole, entrando a far parte dell'Orchestra Giovanile Italiana in qualità di spalla d'orchestra. Ha, quindi, conseguito a pieni voti il Diploma di Qualifica in Professore d’Orchestra. Presso la Scuola di Musica di Fiesole ha avuto inizio anche la sua attività cameristica in trio, sotto la guida del M° Amedeo Baldovino (Trio di Trieste), e in quartetto, con il M° Piero Farulli (Quartetto Italiano). Ha frequentato i corsi di perfezionamento per violino, tenuti dai maestri Felice Cusano, Francesco De Angelis, Yulia Berinskaja e Valery Gradow. Distintasi in molti concorsi internazionali per orchestra, ha collaborato con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, il Teatro Lirico di Cagliari, la Fenice di Venezia, i Pomeriggi Musicali di Milano. Ha suonato per il Festival dell'Autunno Musicale di Como, come primo violino spalla del gruppo dei Solisti dell'Orchestra del Festival Autunno Musicale. Dal 2004 al 2010, ha collaborato continuativamente con l’Orchestra del Teatro alla Scala e con l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, con cui ha partecipato a diverse tournè, suonando nelle più prestigiose sale internazionali. Nel 2010 ha conseguito a pieni voti l’abilitazione per docenti di strumento musicale. Attualmente, è docente in ruolo di violino presso l'Istituto Comprensivo Como Albate. Tuttora, prosegue la sua attività cameristica con il Trio Dafne.
Sinossi
L'opera teatrale si ispira alla celebre favola del colibrì per narrare le straordinarie storie di attivismo ambientale di tre donne eccezionali, che ci insegnano a non aver paura di credere in noi stessi e nelle nostre capacità di metterci in gioco per la salvaguardia dell'ambiente. Amrita Devi, Julia Hill e Wangari Maathai ci hanno creduto con convinzione, dedizione e coraggio, dimostrando a tutti che il mondo si può cambiare in meglio, se lo si vuole davvero. Lo spettacolo vuole rendere omaggio alla storia esemplare queste tre donne straordinarie, che hanno legato il loro destino agli alberi, simboli della vita e metafora della connessione tra le dimensioni opposte di cielo e terra.
Breve approfondimento
Amrita Devi.
In India esiste una leggenda, che narra di una donna morta per difendere gli alberi della propria regione, divenendo un esempio di coraggio per i suoi contemporanei e per le generazioni future.
La storia narra che, intorno al 1730, il Maharajah Abhay Singh di Jodhpur inviò nel vicino distretto di Khejarli i suoi emissari, con il compito di procurare il legname necessario per la costruzione del suo nuovo palazzo. Amrita Devi si oppose agli uomini del sovrano, abbracciando gli alberi nell’estremo tentativo di difenderli dai tagliaboschi, e finendo così decapitata dalle loro stesse asce. Le tre figlie di Amrita, allora, seguirono il suo esempio, e così altre 363 persone tra uomini, donne e bambini, sacrificandosi tutti per la salvezza dei loro alberi.
Si racconta che il Maharajah, allora, impressionato dal coraggio di Amrita e dei suoi compagni, non solo sospese il massacro, ma emise un decreto col quale proibì il taglio degli alberi e l’uccisione degli animali all’interno di quella regione.
Julia Hill.
Meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill, è un'ambientalista e scrittrice statunitense.
È diventata nota per essere rimasta, dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, per 738 giorni su una sequoia nella foresta di Headwaters, situata nella contea di Humboldt in California, allo scopo di impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero, a circa 60 metri di altezza, nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.
Tuttora, si occupa di diritti ambientali ed è vegana.
Wangari Maathai.
Prima donna africana a vincere il Premio Nobel, ha dedicato la sua vita alla causa ambientale e ai diritti delle donne. Fondatrice del Green Belt Movement, un movimento no-profit costituito da donne provenienti da aree rurali, Maathai ha piantato oltre 40 milioni di alberi per combattere il disboscamento in Kenya. Nel 2004 il suo impegno le ha meritato il Nobel per la pace, rendendola la prima africana, la prima keniota e la prima ambientalista a ricevere questo prestigioso riconoscimento. Maathai, non solo ha insegnato alle donne a piantare alberi indigeni, ma ha anche combattuto per i diritti delle donne contro il regime di Arap Moi. La sua eredità continua a crescere: 51 milioni di alberi, piantati in Kenya, e 30.000 donne, formate in attività come la silvicoltura e l’apicoltura, garantendo reddito e preservando le risorse e la diversità degli ecosistemi.
Donne che amano gli alberi
L'opera teatrale si ispira alla celebre favola del colibrì per narrare le straordinarie storie di attivismo ambientale di tre donne eccezionali, che ci insegnano a non aver paura di credere in noi stessi e nelle nostre capacità di metterci in gioco per la salvaguardia dell'ambiente.
Doppio evento: "Animiamo il Monte San Primo"
Lo spettacolo è andato in scena alla Colma di Sormano il 30 Marzo 2025, in occasione del doppio evento: “Animiamo il Monte San Primo”.