Il progetto di fattibilità tecnica ed economica per il rilancio dell'ex comprensorio sciistico del Monte San Primo è stato parzialmente modificato, ma la Comunità Montana del Triangolo Lariano e il Comune di Bellagio si ostinano a puntare quasi tutto sulla pratica dello sci da discesa e sull'innevamento artificiale delle piste a bassa quota, con una visione miope ed anacronistica del futuro inerente ad una delle più suggestive montagne lariane, che non ha certo bisogno di nuovi impianti sciistici per richiamare l’attenzione dei turisti, perché lo fa già di suo con la bellezza del proprio patrimonio naturale e culturale. Un territorio che, a causa della natura prevalentemente carsica, risulta oltretutto caratterizzato da un'elevata criticità dal punto di vista idrogeologico. È questo il nostro giudizio in sintesi, dopo aver letto i contenuti della recente delibera della Comunità Montana (nr.6 del 09/01/2025), che ha modificato il precedente progetto di fattibilità "OltreLario: Triangolo Lariano meta dell'outdoor", redatto a Settembre 2022.
Anche nel "nuovo" progetto si prevede di sperperare una fetta consistente dei finanziamenti pubblici, sempre per le azioni di intervento inerenti ai nuovi impianti sciistici e all'innevamento artificiale delle piste, situate a quote risibili e, dunque, senza alcuna prospettiva per il futuro: poco più di mille metri di altitudine, dove si prevede che nevicherà sempre meno ed in modo sempre più frammentario. Si tratta di oltre 2 milioni di euro, su un totale di 5.310.000 di euro. Tra le invasive opere previste: la sistemazione di 3 piste da sci, 3 nuovi tapis roulant per la risalita sulle piste da discesa, nuovi impianti di innevamento programmato (che ha comunque bisogno di acqua, di freddo e di energia: tutti elementi non scontati), tra cui un nuovo invaso idrico artificiale per alimentare i cannoni spara-neve nel più breve tempo possibile, perché i giorni buoni per produrre neve sono sempre di meno (i cosiddetti "giorni-neve", in cui la temperatura rimane costantemente sotto i meno due gradi). Ricordiamo che le piste da sci non sono "scivoli" naturali sui versanti della montagna, bensì sono costruite (proprio, come si realizzano le strade) con interventi molto invasivi che prevedono una vera e propria modifica irreversibile del territorio: costruzione dei canali per distribuire l’acqua ai lati delle piste, posa delle tubature per portare acqua ed elettricità in quota, scavi di sbancamento per livellare il terreno, deforestazioni e levigazioni della montagna. Inoltre, l'invaso artificiale non è un semplice "laghetto" che si può utilizzare per abbeverare gli animali o per l'antincendio boschivo, bensì è una vasca impermeabilizzata tramite materiali plastici, che ha l'unico scopo di alimentare i cannoni spara-neve. Pertanto, necessita di condutture idriche per la presa dell'acqua, oltre che di un impianto per il pompaggio dell'acqua fino ai cannoni, con relative linee di acqua e di elettricità. Come se non bastassero tutti questi lasciti non convertibili, circa 300 mila euro sarebbero destinati alla realizzazione di nuovi parcheggi e alla sistemazione di quelli esistenti.
Un progetto, per quanto riguarda i nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale (inclusi i tapis roulant e le altre opere connesse), che non tiene conto del cambiamento climatico, il quale ormai da decenni sta determinando - sia a livello globale sia a livello locale - un significativo aumento delle temperature, anche invernali, ed una sempre più frammentaria e sempre minore nevosità. Ricordiamo che, non solo è importante che cada la neve (che sia dal cielo o dai cannoni spara-neve), ma che poi la stessa neve non fonda nel giro di poco tempo, a causa delle alte temperature.
Trovare l’acqua per produrre la neve artificiale, potrebbe non essere un grande problema nei territori ricchi di risorse idriche, volendo ignorare gli ingenti costi da sostenere per realizzare gli impianti di presa e di pompaggio. Ma, nelle zone caratterizzate dalla scarsità di acqua, come l'area di progetto del Monte San Primo (Alpe del Borgo), si rischierebbero gravi conseguenze sulle riserve idriche a disposizione della popolazione che vive a valle, specialmente nei periodi di prolungata siccità, come quello che si è verificato nel 2022. Ricordiamo che, proprio sotto il gruppo montuoso del San Primo, si sviluppa uno dei maggiori sistemi carsici d’Italia, caratterizzato da decine di cavità con uno sviluppo complessivo di oltre 80 km e con notevoli profondità. Il turismo di massa andrebbe sicuramente ad impattare sulla qualità delle acque sotterranee (delle quali si conosce ancora poco, ma alcuni test di tracciamento hanno evidenziato che la maggior parte delle acque del territorio del San Primo confluiscono a Nesso, presso le sorgenti a lago). Inoltre, ricordiamo che dalle pendici del gruppo montuoso del San Primo si originano le principali sorgenti, che alimentano il reticolo idrografico della Piana d’Erba. Ad esempio, nei pressi del Piano Rancio (a circa 944 m s.l.m.) nasce il fiume Lambro, che rappresenta il principale immissario del Lago di Pusiano, nonchè il principale fiume del Triangolo Lariano e della Brianza.
Dal 2022, quando era stato calato dall'alto il progetto "OltreLario" (senza che i cittadini fossero adeguatamente informati e coinvolti su un'importante iniziativa, destinata ad avere un notevole impatto sul territorio del Triangolo Lariano), il Coordinamento si è prodigato per suggerire delle contro-proposte più sostenibili sia in termini economici sia in termini ambientali, con una visione della montagna più rispettosa degli equilibri naturali dell'ambiente. Ma ogni contributo, sia da parte dei cittadini attivi sia da parte degli esperti di settore, è stato bollato dai promotori del dissennato progetto come “ignobile campagna di disinformazione, violenta ed offensiva”. Così come sono rimaste inevase le innumerevoli richieste di incontro e di confronto, rivolte agli "Amministratori del San Primo" dalla cittadinanza attiva.
Ribadiamo che la nostra era e resta una legittima campagna di critica costruttiva ad un progetto insensato, riconosciuto come tale anche da autorevoli scienziati ed intellettuali, oltre che dalla stampa più prestigiosa e qualificata a livello sia nazionale sia internazionale e, appunto, da oltre 3 mila cittadini che hanno firmato consapevolmente il nostro appello per la salvaguardia del Monte San Primo.
Un progetto che, oltretutto, presenta numerose altre criticità. Per esempio, non tiene conto delle notevoli incertezze legate alla futura gestione degli impianti sciistici. A tal proposito, chiediamo: chi mai saranno gli incauti imprenditori, che saranno disposti ad accollarsi il rischio di sempre più elevati costi di gestione (energia, acqua, personale, ecc.), senza poter contare su una “quota neve affidabile”, vale a dire il livello altimetrico sopra il quale la copertura nevosa non scende sotto i trenta centimetri per almeno cento giorni consecutivi, in modo tale che i costi non superino i ricavi? La risposta a questa domanda sta nei vecchi skilift, caduti in disuso dopo gli ultimi fallimentari tentativi di riportare in auge l'ex stazione sciistica, a causa della scarsità di precipitazioni nevose, delle alte temperature, incompatibili per mantenere la neve al suolo, e degli inevitabili bilanci in rosso. Non ha avuto successo neppure il maldestro tentativo di destagionalizzare il turismo con la pratica del bike-downhil, riadattando la sciovia a fune alta "Forcella" alla risalita con le biciclette, come dimostrano inequivocabilmente i ruderi delle infrastrutture, realizzate lungo i sentieri per scendere dalla montagna con le due ruote.
Purtroppo, anche nel "nuovo" progetto di fattibilità non c'è nulla riguardo alle stime economiche e ai possibili scenari, relativi al futuro affidamento della gestione, una volta realizzati i nuovi impianti con soldi pubblici.
E altri problemi di gestione potrebbero sussistere, anche per quanto riguarda la ex colonia Bonomelli: considerate le dimensioni della struttura, difficile da mettere a reddito, anche qui non c'è traccia del piano economico, relativo alla futura gestione, una volta conclusi i lavori di ristrutturazione con soldi pubblici.
Infine, si segnala una scarsa trasparenza nella contabilità dei lavori proposti per tutto il progetto.
Per tutti questi motivi, come Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", ribadiamo la nostra richiesta per lo stralcio dal progetto "OltreLario" di tutta la parte relativa ai nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale (sistemazione piste da sci, tapis roulant, impianti di innevamento artificiale, tra cui l'invaso idrico), e riguardante i nuovi parcheggi (per ulteriori 160 posti!), che avrebbero un altrettanto pesante impatto sull'ambiente, comportando anche il taglio di un’area boschiva.
Nel progetto "OltreLario" sono previsti anche nuovi lavori di restauro e rinnovo degli edifici presenti in località Alpe del Borgo, peraltro già ristrutturati dalla stessa Comunità Montana nel 2012 (usufruendo di fondi comunitari europei) e, da allora, completamente abbandonati a se stessi e mai utilizzati a scopo agri-turistico.
Inoltre, il Coordinamento respinge con forza ai mittenti tutte le accuse di mistificazione che gli sono rivolte dal Presidente della Comunità Montana e dal Sindaco di Bellagio.
Vogliamo ribadire la nostra forte contrarietà all’impostazione ed ai contenuti del progetto per il "rilancio turistico del San Primo", che prevede di trasformare la montagna lariana in un dispendioso luna-park, sperperando ingenti soldi pubblici per depauperare un territorio di grande pregio naturale e culturale.
Per tutti i motivi sopra esposti in merito al progetto "OltreLario", il Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" continuerà con la propria azione di trasparente e corretta informazione, rivolta a tutta la cittadinanza, così come con le iniziative dirette alla salvaguardia dell'ambiente montano, con la consapevolezza che le risorse naturali rappresentano un preziosissimo bene primario non riproducibile, che non può continuare ad essere consumato dissennatamente.
Articoli di approfondimento dal nostro sito Web: La "macchina del fango":
https://bellagiosanprimo.com/2025/01/24/cos-e-la-macchina-del-fango-e-come-si-puo-contrastare/
Pagine di approfondimento dal nostro sito Web: Progetto "Oltrelario":
https://bellagiosanprimo.com/oltrelario/ Proposte in sintesi:
https://bellagiosanprimo.com/proposte/ Proposte in dettaglio:
https://bellagiosanprimo.com/suggerimenti/ Inviti rivolti agli "Amministratori":
https://bellagiosanprimo.com/inviti/ Risposte pervenute dagli "Amministratori" (mai concretizzate):
https://bellagiosanprimo.com/risposte/
Iniziative:
https://bellagiosanprimo.com/iniziative/ Rassegna stampa:
https://bellagiosanprimo.com/rassegna-stampa/
