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San Primo, tutta la storia e la bellezza nel libro di Nunzia Rondanini.
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San Primo, tutta la storia e la bellezza nel libro di Nunzia Rondanini.




📚 Un nuovo libro, da poco pubblicato, racconta la storia e la bellezza del monte San Primo (la montagna più alta del Triangolo Lariano), ma parla anche del contestato progetto che prevede lo sperpero di milioni di euro di fondi pubblici per realizzare nuovi impianti di risalita e di innevamento artificiale presso la località Alpe del Borgo, che si trova nel territorio comunale di Bellagio. Il titolo del libro è "San Primo. Una montagna straordinaria. Un progetto da riconsiderare" (Chimera Editore). L’autrice è l’architetto Nunzia Rondanini, che frequenta la montagna lariana fin da bambina e che figura tra i più convinti portavoce del Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo".


1️⃣ Nella prima parte del libro l’autrice racconta le sue memorie ed esperienze di vita, a partire dall'immediato dopoguerra, quando nelle Prealpi Lombarde si praticavano ancora prevalentemente l'agricoltura e la zootecnia. In quell'epoca il tempo libero era ancora un bene di lusso, riservato ai cittadini più abbienti che potevano permettersi di fuggire dal caos della città per trasferirsi nelle case di villeggiatura, e dal quale i ceti popolari erano quasi totalmente esclusi. Nella società contadina di allora, infatti, non c’era molto tempo e denaro da dedicare al riposo ed alla ricreazione. La coltivazione della terra e, soprattutto, l’allevamento degli animali richiedevano cure continue, senza possibilità di interruzione con eventuali giornate di riposo. Un primo radicale cambiamento avvenne con il passaggio alla società industriale, quando anche i ceti meno abbienti, per quanto soggetti a ritmi e condizioni di lavoro durissimi, riuscirono a conquistarsi il diritto al riposo settimanale ed ai giorni di ferie pagati. Negli anni Cinquanta, il turismo montano nelle Prealpi Lombarde era già divenuto qualcosa di abbastanza diffuso ed importante tra i ceti più abbienti, ma era ancora ben lungi dall’essere quel fenomeno di massa che oggi conosciamo, poichè ruotava perlopiù intorno ad un numero esiguo di villeggianti e ad una minoranza di privilegiati escursionisti, che potevano permettersi il lusso di trascorrere una giornata domenicale all’aria aperta ed in armonia con la natura. Per arrivare al turismo di massa furono necessari il cambiamento degli stili di vita e di consumo in seguito all'innalzamento generale del tenore di vita, ma soprattutto, la profonda trasformazione dello spazio montano con la realizzazione degli impianti sciistici per la pratica dello sci da discesa, che portò i turisti a frequentare in massa la montagna anche nella stagione invernale. È proprio ciò che successe al San Primo, durante gli anni del boom economico, con la realizzazione del comprensorio sciistico dell'Alpe del Borgo, dove furono attivate le prime piste da sci con sciovie a fune alta di tutta la provincia di Como, accompagnando intere generazioni di giovani ad apprendere i rudimenti di questa disciplina sportiva. Fino agli anni Ottanta, infatti, al San Primo la neve compariva già nel mese di Ottobre e permaneva, almeno, fino ai mesi di Febbraio e Marzo. Purtroppo, oggi tali nevicate sono solamente un ricordo, visti i profondi mutamenti climatici che sono intervenuti rapidamente nel corso degli ultimi decenni. Tanto è vero che gli impianti sciistici sono ormai caduti in disuso, dopo essere stati completamente abbandonati nei primi anni Duemila, principalmente perchè i costi di gestione erano diventati insostenibili, anche con l'ausilio di un cannone spara-neve per innevare artificialmente le piste da sci.


2️⃣ La seconda parte del libro è dedicata ai giorni nostri e si concentra sul dissennato progetto turistico "OltreLario", che prevede di rilanciare l'ex comprensorio sciistico dell'Alpe del Borgo, posto ad un’altitudine di circa 1.200 metri, dove si prevede che nevicherà sempre meno ed in modo sempre più frammentario. Lo affermano in modo inequivocabile gli studi scientifici dei climatologi, degli scienziati e dei ricercatori. Ad esempio, quelli pubblicati da: EURAC Research, centro di ricerca di rilevanza nazionale con sede a Bolzano, che promuove studio, ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e alta formazione nell’ingegneria e nelle scienze ambientali; Fondazione CIMA, ente di ricerca che si occupa di studio, previsione e prevenzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici; AINEVA, Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla Neve e alle Valanghe. A questo proposito, gli stessi climatologi sconsigliano fortemente di investire in nuovi impianti sciistici al di sotto dei 2.000 metri, anche con innevamento artificiale, che ha comunque bisogno di acqua, di freddo e di energia: tutti elementi non scontati. Inoltre, perfino secondo la Banca d’Italia, l’innevamento artificiale non appare in grado di sostenere la domanda turistica, legata agli sport invernali. Perciò, risultano necessari la diversificazione dell’offerta ricettiva ed il ripensamento delle strategie di adattamento, basate sull’innevamento artificiale.


3️⃣ Nell'ultima parte del libro l’autrice racconta le iniziative di informazione e sensibilizzazione, portate avanti dal Coordinamento "Salviamo il Monte San Primo", un gruppo formato da ben 39 Associazioni civiche, che da più di tre anni sta contrastando strenuamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica, commissionato dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e promosso dallo stesso Comune di Bellagio: un progetto facente parte di un programma regionale, che usufruisce di un finanziamento pubblico per un totale di cinque milioni di euro. Nell’appello agli Enti pubblici coinvolti nel progetto, che finora è stato sottoscritto dalla firma autografa di oltre quattro mila cittadini, si chiede di stralciare le azioni di intervento che riguardano i nuovi impianti sciistici, l’innevamento artificiale, i parcheggi e le altre opere connesse, proponendo, nel contempo, interventi di manutenzione dei boschi, dei pascoli e dei sentieri esistenti, oltre che azioni per incentivare la mobilità sostenibile.



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